L'amore per la vita

Alessandra al "Good Samaritan" circondata da un abbraccio affettuoso

Quando 20 anni fa andai in vacanza in Kenya, mi ripromisi di tornare, non per ripetere quel viaggio meraviglioso, quasi fiabesco, ma per entrare in contatto con la parte vera, reale del posto, che in quell’occasione potei solo intravedere, in quanto immersa, per mia scelta, in uno scenario decisamente artificiale, appositamente costruito per garantire il massimo comfort ai turisti.

A Gennaio sono riuscita a realizzare questo desiderio e ho trascorso due settimane al Good Samaritan, un orfanotrofio situato a Soweto, una parte poverissima della Baraccopoli di Nairobi.

E’ stato un susseguirsi di momenti, incontri ed esperienze indimenticabili.

Sono andata li immaginando di incontrare dei bambini mal nutriti, magari ammalati, sicuramente in stato di estrema miseria e soprattutto tristissimi.

E, in effetti, ho visto e vissuto una realtà completamente differente dalla nostra, dove le situazioni di povertà, malattia, sporcizia ed ingiustizia sono la norma.

Anche se il cibo non era scarso, la varietà era molto limitata: ogni giorno non mancava il riso, accompagnato alternativamente da cavoli, patate, spinaci o piselli. Qualche volta abbiamo mangiato la soia. Niente carne, pesce, o formaggio, troppo costosi. Latitante pure la frutta. Non mi ha stupito, quindi, che dopo la visita medica, molti bambini, siano risultati affetti da malattie tipiche dalla carenza di vitamine, proteine e dell'igiene non proprio impeccabile.

Quando pioveva, mi si stringeva il cuore nel vedere allagarsi l’orfanotrofio e bagnarsi i letti per l’inesistenza di un tetto coibentato.

Per non parlare delle condizioni in cui andavano a scuola: tutte le mattine, prestissimo, nell’auto di un volontario, si abbassavano i sedili e venivano fatti salire il maggior numero possibile di bambini. E via col primo di una lunga serie di viaggi della giornata al fine di garantire, anche se con notevoli sacrifici, l’istruzione…

Eppure, nonostante queste condizioni così crude e difficili da accettare, ho incontrato dei bimbi e ragazzini felici, con una contagiosa luce negli occhi, sempre pronti a farti incantevoli sorrisi, ad abbracciarti con immenso amore e condividere con spontaneità e vera gioia il poco che avevano, a divertirsi, farti ridere e star bene in apparenza con niente, ma, in realtà, con il vero nutrimento dell'anima e cioè l'amore per la vita comunque essa si manifesti.

Ho trovato una grande famiglia che mi ha fatto riscoprire i valori "genuini" della vita, la condivisione, l'altruismo, il poter crescere con gioia anche tra mille difficoltà, sapendo che insieme si può affrontare tutto.

Il distacco è stato durissimo: salutare questi bambini e ragazzi è stata una delle esperienze più difficili della mia vita. Nonostante il tempo, i loro volti gioiosi continuano a rimanere vivi ricordi, che in modo indelebile hanno trovato uno spazio privilegiato nel mio cuore.

Grazie bambini, tutto ciò che noi facciamo per garantirvi una vita il più dignitosa possibile è niente rispetto alle emozioni e ai sorrisi che sapete donare!

 

Alessandra Zurrida